Il Coraggio della Carità

Posted by Someone on March 10, 2008  •  Comments (64)  • 

Mons. Motolese ed un ospite della vecchia Casa ProtettaChissà perchè, nonostante la vita ci obblighi costantemente al confronto con gli altri, continuiamo, in fondo, a temere chi è “diverso”. Forse perchè non abbiamo ancora sconfitto quella paura ancestrale che seguita a renderci inquieti, imbarazzati, se non addirittura ostili, di fronte a chiunque non sia uguale a noi. Anche chi soffre ci appare “diverso”. Il suo disagio - fisico, psicologico, sociale - turba la quieta “normalità ” delle nostre coscienze. E mentre alcuni preferiscono negare l’evidenza rifugiandosi nell’indifferenza più totale, altri, più coraggiosi, riconoscono quella sofferenza e decidono di affrontarla. La Cittadella della Carità è una città di uomini e donne coraggiosi che ogni giorno aiutano, con sensibilità e impegno professionale, quanti soffrono. L’idea nasce dalla volontà e dalla fede dell’Arcivescovo Mons. Guglielmo Motolese, promotore della Fondazione “Cittadella della Carità ”, eretta in ente morale nel 1984 con decreto della Giunta Regionale. Come si legge nell Statuto, lo scopo principale è quello di “promuovere e favorire le opere di carità nello spirito del Vangelo che ci fa ritrovare Cristo nel fratello sofferente”. In linea con questa finalità , il progetto comincia a svilupparsi nel quartiere Paolo VI con la costruzione di un complesso organismo polivalente, destinato ad ampliarsi nel tempo. “La Cittadella della Carità non è nè ospedale, nè ricovero:” - ricorda Mons. Motolese - “è una famiglia che sorge nel cuore della comunità ”. Ed è questo lo spirito che orienta la vita della Cittadella: accogliere il malato o l’anziano disabile per fornire efficienti prestazioni sanitarie in un ambiente sereno in cui è possibile ritrovare dignità e speranza. Un progetto così importante è confortato non solo dalla presenza di operatori sensibili e professionalmente preparati, ma soprattutto dall’assidua solidale generosità di quanti hanno contribuito e contribuiscono economicamente alla costruzione del complesso. Quando il 9 dicembre 1984 venne posata la prima simbolica pietra su cui edificare la Cittadella della Carità , forse pochi hanno pensato che si stesse compiendo un gesto così trasgressivo. Perchè quando una società rifiuta di crescere in un reale spirito di solidarietà ed accetta come “norma” l’indifferenza verso i più deboli, l’unica vera trasgressione possibile diventa proprio dare valore a chi soffre, riconoscere ed aiutare chi sostiene il peso della sofferenza e troppo spesso l’amarezza della solitudine. Si rilegga quella bella definizione della carità che offre S. Paolo. Sarà un po’ come leggere il programma di vita che da forza e anima la Cittadella della Carità . “La carità è paziente, è benigna la carità , non è invidiosa; la carità non si vanta, non si gonfia, nulla fa di sconveniente, non cerca il suo interesse, non si irrita, non tiene conto del male, non gode dell’ingiustizia, ma si rallegra del trionfo della verità : scusa tutto, crede tutto, spera tutto, tutto sopporta. La carità non viene mai meno.” (S. Paolo, I lettera ai Corinzi, 13, 4-8).)

“La Cittadella della Carità è un’opera che fa onore a Taranto, è un atto di coraggio, un monumento alla vostra sensibilità umana e cristiana.”
Giovanni Paolo II