Visita S.E. Mons. Santoro

Scritto da Gabriella Ressa  •  19 gennaio 2012  • Taranto

Un caldo sole invernale ha accolto l’Arcivescovo mons. Santoro in visita alla Cittadella della Carità. Tutti attendevano con gioia il pastore venuto a conoscere di persona l’opera creata da mons. Guglielmo Motolese; dei poster di benvenuto hanno accolto l’auto all’ingresso. Subito le mani accoglienti di Vito Santoro, direttore generale e neo vice-presidente della Fondazione, hanno stretto quelle dell’Arcivescovo. Poi il benvenuto è arrivato da mons. Franco Semeraro e dal notaio Mimmo Vinci, componenti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, dai revisori dei conti, da Giuseppe Russo, direttore sanitario e da Suor Iginia Cicala, Provinciale delle Suore Missionarie del Sacro Costato. Il nuovo Presidente della struttura, dott.ssa Gianna Zoppei, recentemente eletta dopo la scomparsa di Don Luigi Verzè, non ha potuto essere presente ma si è ripromessa di scendere a Taranto per onorare il pastore della Chiesa di Taranto.

Visita Mos. Santoro alla Cittadella della Carità

Le prime visite di mons. Arcivescovo, nel suo inizio di visite pastorali, sono state dedicate ad ammalati e carcerati. “Persone che soffrono e che hanno bisogno di cure, caratteristiche della Cittadella”. Poi il ricordo di mons. Motolese. “A Lui sono legato da un’antica venerazione, l’ho conosciuto quando don Gino, oggi mons. Gino (Romanazzi) mi portava da lui. Auspico che l’opera continui la sua funzione originaria, che sia al servizio dell’evangelizzazione, degli indifesi, della nostra città. Questa visita era desiderata, importantissima, perché quest’opera è nata dal cuore di un pastore”.

 

 Sua Eccellenza ha visitato i Padiglioni L’Ulivo e Arca, il Poliambulatorio, la Cappella Tabor, la 13 maggio. “Sono molto contento dell’accoglienza che mi è stata riservata da tutta la Comunità della Cittadella della Carità, desideravo conoscere quest’opera ben nota oltre i confini di Taranto e dell’Arcidiocesi”. Salutato gioiosamente dagli anziani della Residenza Sanitaria Assistenziale e dai pazienti dei reparti di riabilitazione cardiologica e neuromotoria, oltre che di cardiologia, mons. Arcivescovo ha apprezzato la grande opera della Cittadella della Carità, che sorge su un terreno di ventidue ettari e che ha 200 dipendenti. “Una struttura così grande deve crescere, svilupparsi, continuare ad essere al servizio della persona, essere un’opera di evangelizzazione attraverso l’abbraccio alla persona sofferente, alla persona malata, che ha bisogno, ponendosi sempre più al servizio della provincia e della regione”.

 

Mons.Santoro in visita alla Cittadella Nella visita Mons. Santoro è stato accompagnato dai medici responsabili di reparto, Girolamo Catapano Minotti, Paolo D’Arcangelo, Alessandro Zizzo, Mirko Parabita, dai coordinatori infermierisitici. Mons. Santoro ha salutato gli ospiti della Casa Protetta, Ciccio, nella struttura da 23 anni, e Vito, da 18. Ha dispensato sorrisi, ha pregato nella Cappella Tabor, ha salutato le Suore Missionarie del Sacro Costato che vivono nella Cittadella, il cappellano don Domenico Liuzzi, il personale tutto, i parenti di mons. Motolese, venuti, con gioia, a conoscerlo. Ha firmato il prezioso registro delle firme, custodito da Suor Delia, storica segretaria di mons. Motolese, che contiene firme e frasi di tutte le persone (fra cui quella di Papa Giovanni Paolo II) che, soprattutto nell’ambito ecclesiale, lo andavano a trovare nell’amata Cittadella. E’ stato un momento di festa per tutti. .

Gabriella Ressa

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